QUANDO L'AUTODIDATTA FINANZIARIO SI INTRAPPOLA DA SOLO
- Leonardo Rossi Polledri
- 3 nov
- Tempo di lettura: 2 min

Parto da uno studio del Comitato per l'Educazione Finanziaria: "Millennial e Gen-Z: comportamenti finanziari, sostenibilità e tecnologia" (Quaderno di Ricerca N.13). Un'indagine su 1.570 giovani tra 18 e 40 anni che fotografa come le nuove generazioni si rapportano con denaro, investimenti e sostenibilità.
Le nuove generazioni stanno ridefinendo il rapporto con la finanza. Ma c'è un dato che dovrebbe farci riflettere: il 59% dei giovani apprende nozioni finanziarie in modo autonomo. Solo l'11% riceve formazione da banche o consulenti.
Sembra una buona notizia. Non lo è necessariamente.
IL PARADOSSO DELL'AUTODIDATTA
L'apprendimento autonomo attraverso social media, blog e forum crea un terreno fertile per i bias cognitivi. Quello più insidioso? L'overconfidence: la sovrastima delle proprie capacità.
Consob lo documenta da anni. Anche la ricerca internazionale conferma: chi impara da solo tende a sviluppare una fiducia sproporzionata nelle proprie competenze, proprio quando queste sono più fragili.
Il risultato? Decisioni affrettate, portafogli mal diversificati, esposizione a rischi non compresi.
CINQUE FACCE DELLO STESSO PROBLEMA
Questa è solo la prima di cinque dinamiche che caratterizzano l'approccio finanziario delle nuove generazioni:
1. Autodidattismo e bias cognitivi
2. Tecnologia come democratizzazione e rischio
3. Sostenibilità dichiarata vs comportamento reale
4. Fragilità finanziaria e ritardo nei traguardi di vita
5. Asset alternativi: criptovalute e crowdfunding
Approfondirò ognuna nei prossimi post. Oggi partiamo dalla prima.
COSA DICE LA RICERCA
Il dato è chiaro: metà dei giovani non riceve formazione strutturata. Impara per tentativi, senza una rete di protezione. E quando sbagli con i soldi, non c'è "annulla" che tenga.
La letteratura (Lusardi & Mitchell, 2020) dimostra che l'educazione finanziaria funziona solo se continuativa nel tempo. Non basta un corso, serve un percorso. Come andare in palestra: una sessione non fa muscoli.
IL BIAS DELL'OVERCONFIDENCE
Quando pensi di sapere più di quanto realmente sai, le conseguenze sono concrete:
· Sottovaluti il rischio degli investimenti
· Sopravvaluti i rendimenti attesi
· Ignori la necessità di diversificare
· Non cerchi aiuto quando servirebbe
È un meccanismo psicologico documentato, non un'opinione. E colpisce proprio chi crede di esserne immune.
LA VERA EDUCAZIONE FINANZIARIA
Educare alla finanza non significa solo spiegare cosa sono azioni e obbligazioni. Significa soprattutto questo: aiutare le persone a riconoscere i propri limiti cognitivi.
Una vera educazione finanziaria dovrebbe includere:
· Consapevolezza dei bias comportamentali
· Capacità di riconoscere quando serve aiuto
· Pratica continua in ambienti controllati
· Feedback costante sulle proprie decisioni
Come si impara a guidare: teoria, pratica, e un istruttore che ti dice quando stai sbagliando prima di schiantarti.
DOVE ANDIAMO DA QUI
Nei prossimi post esploreremo le altre quattro dinamiche. Perché il quadro è più complesso di quanto sembri: la tecnologia che promette accesso democratico nasconde insidie, la sostenibilità dichiarata spesso non si traduce in comportamenti coerenti, la fragilità finanziaria strutturale ritarda i traguardi di vita, e gli asset alternativi attraggono senza che ci sia reale comprensione dei rischi.
Ma c'è una buona notizia: quando riconosci il problema, puoi costruire la soluzione.



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