QUANDO LA TECNOLOGIA DEMOCRATIZZA IL RISCHIO: IL LATO OSCURO DELLE APP DI TRADING
- Leonardo Rossi Polledri
- 4 nov
- Tempo di lettura: 3 min

Secondo capitolo della serie "QUANDO L'AUTODIDATTA FINANZIARIO SI INTRAPPOLA DA SOLO" Nel primo post abbiamo parlato di come l'overconfidence danneggi chi impara da solo. Oggi affrontiamo la seconda faccia del problema: la tecnologia come democratizzazione dell'accesso e moltiplicazione del rischio.
COSA È CAMBIATO NEGLI ULTIMI 5 ANNI
Un dato della Consob (Quaderno Giuridico n.32, gennaio 2025) fotografa il fenomeno: oltre il 20% delle transazioni degli investitori retail avviene oggi tramite dispositivi mobili. E le proiezioni indicano un aumento costante.
Le app di trading hanno azzerato le barriere d'ingresso che per decenni hanno protetto (sì, anche protetto) i piccoli risparmiatori dall'esposizione impulsiva ai mercati:
Niente sportelli bancari
Niente consulenti che pongono domande
Niente commissioni che scoraggiano il sovratrading
Niente attese tra decisione ed esecuzione
Basta uno smartphone. Un'app. Un clic.
Sembra progresso puro. Democratizzazione dei mercati. Abbattimento delle asimmetrie. E in parte lo è. Ma solo in parte.
IL PARADOSSO DELLA DEMOCRATIZZAZIONE
Più è facile accedere, più è facile sbagliare.
Le stesse piattaforme che abbattono i costi usano meccanismi di gamification mutuati dai videogame per aumentare la frequenza di trading:
Notifiche push: "Il titolo X è salito del 15% oggi" (ti spingono a comprare al picco)
Coriandoli digitali: animazioni festose quando completi un'operazione (ti fanno associare il trading a una vittoria, anche se hai perso soldi)
Badge e livelli: "Hai fatto 10 operazioni questa settimana!" (premiano il volume, non la qualità)
Titoli frazionati: puoi comprare 0,001 azioni di Tesla (abbassano la percezione del rischio)
Zero commissioni apparenti: nessun costo visibile (ma paghi con lo spread o con il PFOF - Payment For Order Flow)
La Financial Conduct Authority britannica ha rilevato che gli investitori più giovani che usano app con queste caratteristiche si sentono "competitive", come in un gioco, quando operano su prodotti ad alto rischio.
Non è un difetto delle app. È design intenzionale.
I NUMERI DEL FENOMENO
Durante il lockdown COVID-19:
L'intensità media di trading settimanale è aumentata del 13,9%
Il numero di investitori attivi sul BEL20 (indice della borsa di Bruxelles) è quintuplicato
Gli investitori retail hanno coordinato acquisti massivi tramite Reddit (caso GameStop)
Ma attenzione: aumento di operatività ≠ aumento di preparazione.
La maggioranza di questi nuovi trader operava senza formazione strutturata. Risultato: profitti concentrati in pochi, perdite distribuite su molti. Come sempre accade quando l'accesso viene democratizzato senza educazione.
LA TRAPPOLA COGNITIVA AMPLIFICATA
La tecnologia non crea nuovi bias. Li amplifica.
Un esempio concreto: il FOMO (Fear Of Missing Out) esiste da sempre. Ma quando ricevi una notifica push alle 14:37 che ti dice "Bitcoin +8% nelle ultime 2 ore", il FOMO passa da pensiero occasionale a impulso immediato. E hai lo strumento per agire in 10 secondi.
Stessa dinamica per:
Confirmation bias: l'algoritmo ti mostra contenuti che confermano le tue convinzioni
Herding: vedi cosa comprano gli altri utenti dell'app in tempo reale
Recency bias: l'app ti mostra i titoli che sono saliti ieri, non quelli che hanno performance di lungo termine
La velocità di esecuzione amplifica l'impatto dell'errore cognitivo.
COSA FARE: METODO IN 3 STEP
1. DISATTIVA TUTTE LE NOTIFICHE Le app non ti avvisano per aiutarti. Ti avvisano per farti aprire l'app. Disattiva tutto. Se vuoi controllare il portafoglio, lo fai tu quando decidi tu. Non quando l'algoritmo decide per te.
2. IMPONI UN FILTRO TEMPORALE Prima di comprare qualsiasi cosa: scrivi su un foglio (fisico, non digitale) perché vuoi comprare quello strumento. Poi aspetta 24 ore. Rileggi cosa hai scritto. Se dopo 24 ore ha ancora senso, procedi. Se no, hai evitato un errore impulsivo.
3. SEPARA PORTAFOGLIO STRATEGICO E TATTICO Se vuoi "provare", va bene. Ma non con il 100% del patrimonio. Crea due portafogli separati:
Strategico (80-90%): ETF diversificati, PAC, non lo tocchi
Tattico (10-20%): azioni singole, crypto, sperimentazione
Il tattico può anche azzerarsi. Il strategico no.
LA TECNOLOGIA NON È NÉ BUONA NÉ CATTIVA. È POTENTE.
E la potenza amplifica sia i guadagni che gli errori. Senza consapevolezza, la democrazia dell'accesso diventa roulette di massa.
Nel prossimo post affronteremo la terza faccia: "Sostenibilità dichiarata vs comportamento reale".
Leonardo Rossi Polledri Educatore Finanziario AIEF n.1771 Fonti:
Consob, Quaderno Giuridico n.32, gennaio 2025
FCA (Financial Conduct Authority), Young investors driven by competition and hype, 2021
Ortmann, Pelster, Wengerek, COVID-19 and investor behaviour, Finance Research Letters 37, 2020



Commenti